Perchè oggi e non dopo la terra rossa di Parigi?
Ebbene, oggi è oggi, 15 sono 15, record assoluto.
Non è nelle mie prerogative celebrare sport, politica,religione e quant'altro.
Ma oggi, vi prego:
tutti in piedi, le Roi Roger.
categoria:
Ho acquistato una fantastica lavagna come quelle di alcuni film, del tipo con numerosi giganti fogli che puoi strappare o piegare all'indietro all'occorrenza. Mi sono riproposto di utilizzarla per definire l'equazione che risponde al mistero della vita.
Le ovvie possibilità sono due:
-dimostrare l esistenza di un fine a cui ogni essere spontaneamente tende, che non deve necessariamente chiamarsi Dio, ma anche Asdrubale, o Kjaojemodi;
-dimostrare la non esistenza dello stesso
Ovviamente la prima possibilità prevede implicitamente di trovare e formalizzare (ma non denominare!) questo fine; di conseguenza è l'unica che risponda in maniera efficace; provate infatti a ipotizzare vera la seconda: nascerebbero nuovi ed infiniti interrogativi del tipo "cosa sto facendo qui?" o "sono solo uno schizzo di un disegnatore?" o ancora "tutti i miei orgasmi erano solo frutto della mia immaginazione?" e di conseguenza "che cos'è l'immaginazione?", e così fino all'infinito, e questo è impossibile perchè anche il mio personale disegnatore prima o poi deve finire la matita.
La dimostrazione della prima tesi potrebbe essere suddivisa in tre corollari: uomini, animali, piante; ovviamente ci occuperemo in questa sede solo del primo corollario, rimandando i rimanenti a una trattazione successiva.
Dunque:
la nostra fondamentale dimostrazione passa per tre cardini:
a) tutti pensano
b) se tutti pensano, allora tutti possono essere pensati
c) se tutti possono essere pensati, allora sono pensati per un motivo.
Le prime due ipotesi non necessitano di una particolare spiegazione; più interessante è la terza affermazione: fior fiore di scienziati e filosofi si sono inceppati su questo particolare di importanza capitale; essi hanno infatti dimenticato che ogni sistema tende spontaneamente a trasformarsi se questa trasformazione fa diminuire la sua energia.
Potrebbe allora essere che tutti gli uomini, o tutto il cosmo, si spinga volontariamente e spontamente verso situazioni che ne rendano più stabile l'esistenza (possibilità che si ottiene solo diminuendo l'energia propria di ogni componente del sistema);
L'intero universo sarebbe una enorme matrice dove ogni elemento deve trasformarsi in uno zero, mentre al contempo, per ovvie ragioni, qualche altro elemento, non appartenente alla matrice, deve assorbire tutta l'energia (poichè come ben sappiamo l'energia non si crea ne si distrugge); chiameremo questo elemento risucchiatore "xxx" per non ridestare inutili rivendicazioni di tipo religioso o sociale; in ogni caso esso è irrilevante nella dimostrazione.
Altro punto essenziale: il pensiero è una forma di energia per definizione. E, aggiungerei, anche per sperimentazione risulta evidente che ogni flusso di pensiero contiene un quantitativo energetico che provieve (udite, udite) dall'essere che l'ha prodotto; ora, per l'ipotesi a) ogni essere umano è una macchina pensante, quindi ogni essere umano (sin dalla sua nascita, che probabilmente è uno dei picchi di emissione di energia delle donne) emette soffi di energia.
Va da se che probabilmente con l'esaurirsi dei suoi pensieri (cioè dell'energia emissibile) l'essere conclude il suo ciclo vitale.
Che fine fanno questi soffi?
Ebbene essi rimangono attorno a noi, in attesa di essere catturati da un altro essere.
Ciò comporta l'inevitabile possibilità di scambi tra pensieri, combinazioni di energie e di soffi, e , soprattutto, evoluzione degli stessi; ciò significa che anche emettendo un pensiero incompleto non è da escludere che esso possa venir ripreso dopo essersi arricchito dalla combinazione con altre energie e con altri soffi.
Mi sembra un fine più che valido da perseguire.
Rientrando da un viaggio interspaziale, nonostante la quarta dimensione non ho la minima idea di cosa sia, e non voglio cambiare discorso sul tempo, provo a reiserirmi nel normale flusso di particelle che si muovono a casaccio su questo pianeta, o perseguono un fine?. Ci sono già passato da qui, ma Il punto è che una dimostrazione della causalità dovrebbe, ma non può!, partire dalla casualità, e il lato comico della questione è esattamente quello che complica la dimostrazione.
Tuttavia è ovvio che dobbiamo accettarla come definizione perchè altrimenti io starei scrivendo a caso, le persone parlerebbero a caso, i politici farebbero riforme a caso e Rasko sarebbe diventato candidato maestro per caso, il che implica un assurdo, perciò tutto va al suo posto, c.v.d.
Ora, capita spesso che fra questi flussi di particelle (ordinati come dimostrato sopra!) ci si reinserisca in quello sbagliato. Questo non è poi così strano, considerando che dal di fuori sono tutti uguali ed è necessario intuire all'istante qual è il posto lasciato vuoto dalla tua partenza (non si sa quanto tempo prima, considerando che ogni flusso va a velocità diversa, ma tutti hanno velocità maggiore della luce) e reimmettervisi fulmineamente.
Come si può ben capire il 99% delle volte si sbaglia flusso e si è costretti a provare un altro flusso, e poi un altro, e un altro ancora.
E poi ancora.
Quindi niente è a caso, come ho già detto.
Prima di partire per un lungo viaggio metto sempre in valigia un libro. Ma proprio uno a caso. Forse l'ho sentito come consiglio in Sottovoce, ora non ricordo bene.
Un libro qualsiesi, si diceva. Meno di 15 giorni fa ho attraversato tutta l'italia in una fantastica notte. Evidentemente, danzando tra Pescara, Rimini e Riccione, non ho trascorso la notte a leggere, ma uno dei miei ultimi interrogativi prima di partire è stato proprio come un fanatico punto di domanda sulla mia testa, tra Trevis e Browne, C.Doyle e Tolkien.
Il problema principale sta nella mentalità: non ho mai creduto a depressioni, avvilimenti, fantasmagorie della mente. Anzi, è proprio lei, la nostra mente, i nostri pensieri, che ci tirano ganci mancini. Chi l'ha mai detto che gli adolescenti di oggi hanno problemi, sono depressi e chi più ne ha più ne metta. Tutte balle. Possibile che nessuno se ne accorga. Qualche tempo fa se qualcuno era il solo a capire quale palla gira intorno all'altra rischiava la decapitazione. Ben 4 secoli fa, in effetti.
In ogni caso sono scherzi della mente. Io sento che la gente è depressa, e divento depresso. Mi dicono che non ci sono soldi in italia, e divento un barbone. sembra che faccia caldo, e sudo ai poli. Penoso.
La capacità di astrazione non è facile da acquisire in effetti; e tuttavia pare l'unico rimedio. Occorre fantasia, energia, coraggio, follia. Non esiste l'essere con queste caratteristiche, ed egli non solcherà mai questa terra. I pensieri agiscono come forze oscure che sballottolano la nostra mente. Patetica.
Il libro allora. A volta basta anche una stupida antologia liceale per comprendere ciò. Così in un momento di vera astrazione ho messo in valigia la mia antologia di liceo. Bei tempi quelli, sembrano passati 3 anni, e sono solo 3 mesi. L'antologia è rimasta in valigia per tutto il viaggio, tanto mentre mi ubriacavo a Belluno, quanto mentre rischiavo di affogare a Venezia. Eppure la sua prezenza consente il riaffioramento di ricordi sepolti in questa ultima estate da liceale. I pensieri e le sensazioni dei grandi scrittori ottocenteschi, la vera astrazione dai perdimenti del pensiero puro. L'ingannevolezza delle maschere, il mascheramento degli autoinganni, la potenza bruta e la semplicità cristallina di un singolo uomo. Poeta. Ma senza scrivere.
A volte mi sembra strano scrivere in prima persona, ma il mio pensiero sembra non avermi disturbato oggi. Io mi astraggo fra integrali e scacchi. Lui si siede di fronte a me e mi sfida alla cieca. Ma oggi vinco io.
Mentre guardo le mie scarpe, è allora che mi domando il destino della mia coscienza. Un tipo scrisse, tre secoli fa, il grande viaggio della coscienza; mi domando allora se era un genio come si dice, o se, più probabilmente, era un povero psicopatico affetto da manie di grandezza. Fatto sta che tutto ciò sia ininfluente; stiamo parlando solo della mia coscienza.
Allora mentre bisogna scegliere se camminare sui carboni ardenti o nuotare nel verso della corrente ci troviamo un pò come in un equilibrio del terrore, neanche fossimo RR (che non c'entra nulla con BB), e l'unica cosa che rimane è il nostro puro, sano e mediterraneo egoismo, trasudante dai nostri pori come sale dalle acque. Ho messo via i residui coinvolgimenti emotivi, le lunghe e appasionate discussioni con Bill Cosby sulla matrice del tempo futuro e sulla dispersione dell'autenticità della nostra intelligenza in mere applicazioni tecnografiche.
Il mio nome sui libri e nei muri si diceva; e chissenefrega ha risposto lui. Come dargli torto, pragmatico, esiziale, un padre padrone:
Dottor B : credo di poter realizzare un opera favolosa
Zarathustra : e dopo?
Dottor B : ...
Zarathustra : tu muori, giusto?
Dottor B : ... credo di si
Zarathustra : e cosa è rimasto?
Dottor B : ...
Zarathustra : le cose dritte mentono, vivi!
Ci sono le statistiche per te e quelle per me. Ieri parlavo col mio grande amico Bill Cosby e mi diceva che l'inflazione è aumentata dello 0,8%. Questa non è una statistica. Ma stavamo mangiano i dolciumi del Lidle.
Un altro mio amico Gregorio (di cognome, a quanto pare), sostiene che le statistiche sono elementi facilmente contraddittori, che ce li sbattono ad alto volume in televisione solo per farci ascoltare numeri grandi senza che noi ne capiamo il reale significato. Però non so quanto sia affidabile Gregorio, perchè ho sentito che 15 persone su 23 si chiamano Gregorio, e di queste 15 ce ne sono 8 che hanno mangiato almeno una volta nutella e banane. Perciò facciamo poca attenzione a cosa dice Gregorio.
Sentivo dire poi che su 100 pazienti ricoverati in ospedale, 30 muoiono per una diagnosi sbagliata. Peccato che un numero altrettanto alto rimane in vita anche dopo la diagnosi errata. Fosse altrimenti dove li troveremmo i posti letto per i malati gravi.
Poi si dice che il 5% dei medici italiani sono incriminati di tentata violenza sessuale. Vabbè ma è solo il 5%. Considera la frustrazione di dover lasciare il proprio letto ai malati. E a volte nei turni di notte viene via la luce e la televisione non funziona. Neache gli altri apparecchi elettronici in effetti.
Poi ho sentito dal mio amico Joseph che l'Italia dal 2006 è il paese più cattolico d'Europa, con ben il 100% di credenti, mentre la Repubblica Ceca è quello meno cattolico.
Nulla da dire, io stesso prego ogni giorno, specialmente adesso che siamo sotto Europei.
E la Rep. Ceca è stata divinamente punita da Materazzi e Inzaghi.
Il 90% degli italiani non fa colazione, il 70% salta il pranzo, e il 60% a cena mangia solo una arancia (anche a luglio).
Per questo l' 80% degli italiani è sovrappeso.
L'Italia cresce culturalmente mica si scherza: le iscrizioni alle università sono aumentate del 3% dal 1999 ad oggi.
Nel frattempo, però, la popolazione è aumentata del 20%.
E non escludiamo gli immigrati: anche se per difficoltà con la lingua gli extracomunitari escono dall'università in media 7 anni dopo che sono entrati.
Il laureando italiano medio ha invece solo 33 anni.
In media ovviamente.
Perchè poi ci sono i geni.
Si calcola che dal primo concerto di Giovanni Allevi le iscrizioni ai conservatori italiani sono aumentate ben del 15%.
Anche quelle nei manicomi, della stessa percentuale.
Cioè scusa, *case di cura*.
Un italiano su 3 affida la buona salute dei proprio genitori alle case di cura. Perchè sennò Striscia rimane senza servizi televisivi.
il 30% degli italiani guarda Striscia la notizia; il 35% guarda Affari tuoi. Ieri.
Oggi la percentuale di Striscia è salita al 40%. La notizia giunge direttamente dagli studi Mediaset. Ovviamente i pacchi sono già al 45%.
Il commesso del supermercato di fronte, Federico, ha detto di aver letto che un 5 italiani su 10 dovrebbero entrare in psicanalisi. Specie quelli che parlano da soli. O con i propri pensieri. Meglio Gregorio.
Stavo percorrendo poco fa le infinite vie del calcolo infinitesimale di una funzione del cacchio, e riconosco che se non ci fossi tu nella mia testa non ne sarei venuto a capo; che poi non è un fatto positivo, non credere, che senza te quante cose potrei fare! Invece col cazzo, mentre calcolo i limiti di y mi rendo conto che io stesso sono un limite per x che tende al mio pensiero.
Anzi no, sei tu il mio limite, con una x che ancora non so cos'è, ma che comunque è una cosa estremamente fastidiosa, come una mosca sopra la scacchiera mentre giochi contro la morte. A proposito potremmo giocarci il mio corpo a scacchi: se vincessi tu potrei concederti l'utilizzo della mia carcassa vita-natural-durante, ma se vincessi io allora tu dovresti sparire per sempre, tornando da quel dannato Olimpo da dove vieni. Oppure se vinco io potrei accontentarmi di sapere dov'è questo Olimpo. Oppure potrei chiederti qualche indicazione magari lo trovo da solo. No, cazzo, questo sei tu che mi fai pensare queste cose, non io che le penso! Come posso quindi batterti a scacchi?
Sono un debole quindi, altro che infinito; le mie possibilità vanno a meno infinito proporzionalmente al tuo dannato crescere! Sei un parassita che si sviluppa nella mia mente, come un tumore insomma. Quindi potrei anche morire di questo passo; o sono già morto? Bhè dato che sto pensando non posso essere morto, a meno che non sei tu che pensi al posto mio. Forse ho risolto: sono vivo ma non penso, perchè è il mio pensiero a pensare per me. Dovrei cercare di non pensare, ma, come per un tumore maligno, ormai è troppo tardi.