sabato, 31 maggio 2008

Stavo percorrendo poco fa le infinite vie del calcolo infinitesimale di una funzione del cacchio, e riconosco che se non ci fossi tu nella mia testa non ne sarei venuto a capo; che poi non è un fatto positivo, non credere, che senza te quante cose potrei fare! Invece col cazzo, mentre calcolo i limiti di y mi rendo conto che io stesso sono un limite per x che tende al mio pensiero.

Anzi no, sei tu il mio limite, con una x che ancora non so cos'è, ma che comunque è una cosa estremamente fastidiosa, come una mosca sopra la scacchiera mentre giochi contro la morte. A proposito potremmo giocarci il mio corpo a scacchi: se vincessi tu potrei concederti l'utilizzo della mia carcassa vita-natural-durante, ma se vincessi io allora tu dovresti sparire per sempre, tornando da quel dannato Olimpo da dove vieni. Oppure se vinco io potrei accontentarmi di sapere dov'è questo Olimpo. Oppure potrei chiederti qualche indicazione magari lo trovo da solo. No, cazzo, questo sei tu che mi fai pensare queste cose, non io che le penso! Come posso quindi batterti a scacchi?

Sono un debole quindi, altro che infinito; le mie possibilità vanno a meno infinito proporzionalmente al tuo dannato crescere! Sei un parassita che si sviluppa nella mia mente, come un tumore insomma. Quindi potrei anche morire di questo passo; o sono già morto? Bhè dato che sto pensando non posso essere morto, a meno che non sei tu che pensi al posto mio. Forse ho risolto: sono vivo ma non penso, perchè è il mio pensiero a pensare per me. Dovrei cercare di non pensare, ma, come per un tumore maligno, ormai è troppo tardi.

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martedì, 27 maggio 2008

La prima cosa quando passo a miglior vita, vado da Kant e tutti i suoi amici e gli svelo l arcano: cos'è in realtà la cosa in sè. Poi vado da Caronte e gli dico di bruciare per l eternità Schopenauer perchè aveva inventato quella stronzata della volontà.

Poi vengo da te, pensiero mio, perchè tanto dove finisco io nell'aldilà finisci anche tu, altrimenti che pensiero saresti? un pensiero gigolò, il che in effetti non guasterebbe, sicuramente gli uomini si capirebbero di più.

Evitiamo queste digressioni almeno oggi che...No no stai zitto lo so cosa vuoi dire: che tanto non c'è nulla dopo. Ma dato che tu sei il mio pensiero decido io. Come? ah sostieni che non è proprio così? Un argomento per volta ragazzo mio....

In una giornata come questa si capisce davvero il mistero dei fenomeni, che oltre il limite del conoscibile c'è una sola cosa (in sè): il caldo. Benedetto Eraclito, devo ricordarmi di portargli un mazzo di carte così passiamo il tempo insieme laggiù. Non puoi proprio contraddirmi stavolta Zarathustra, ho fatto tombola, tredici, bingo e tutto il resto. Insomma ho vinto i mondiali. Quando fa caldo viene a galla la natura più intima delle persone.Chi di noi strabordante di sudore, accaldato e senza trovare sollievo nel foglio sventolato in alto e in basso (perchè da destra a sinistra è meno efficace, imparatelo) non ha mai detto "E non rompere i coglioni" al prof. che spietatamente disquisice appassionatamente sulla follia  della moglie di Pirandello? Magari aveva caldo anche lei. E chi di noi, col sudore che colava dalla tempie e sulla schiena, non è saltato addosso alla prima donna che incontra, quella racchia di due mesi prima, solo perchè si nota meglio la sua quarta di seno?

Il sesso è più bello quando fa caldo non puoi negarlo questo. Apparte la selvaggità dei gesti, ma anche in termini di misure è tutto più facile. Non te lo insegnano mica per caso che il calore dilata i corpi. Il caldo è il fattore decisivo per la decisiva vittoria dell' istinto sulla ragione. Quando raggiungeremo 60 gradi all'ombra in Canada, finalmente riuscirò a liberarmi di te. Prepara i botti per quel momento.

Che poi non sono certo il primo ad inventarsi queste cose; tanta gente idiota è finita su libri *didattici* raccontando cazzate. Se io invece sono ingabbiato col mio pensiero è solo sfortuna.Anzi è colpa del caldo. Anzi di chi non sopporta il caldo. Anzi di chi cerca di evitarlo. Dannati frigoriferi.

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domenica, 25 maggio 2008

Che poi manca poco, dico io. Che senso ha allora vegetare ininterrottamente, come commessi sul lastrico, per un tempo che tende all infinito, neanche fossi quel tipo del Roxi Bar, che poi che diamine, dico io, non lo conosce nessuno quel bar, ci fanno una canzone e...zac!

ok.

andiamo per ordine.

Sono passati 50 anni o sbaglio da quando un simpaticone che aveva 10 e lode in fisica come tanta gente si è inventato certe teorie strampalate sul tempo; si vabbè, ma tanto noi siamo poco perspicaci, certe cose le impariamo in qualche millennio, come ad esempio ci vorrà qualche secolo per imparare che quel Roxi Bar è una fregatura...1,50 euro un caffè, ma dico io. Si guarda speriamo di non incontrarci mai.

la differenza è che poi se sei tu solo contro un esercito, o sei preparato, o sei un uomo morto. Anzi neanche questo, perchè che senso ha dire "uomo morto"? Più passa il tempo e più capisco come siamo ignoranti; ma lasciamo stare il tempo perpiacere.

Comunque dicevo, c'è quest esercito, ok? Non è neanche tanto numeroso, ma è fatto di gente grossa, e qui sta il problema, perchè è gente con la testa grossa, per cui è difficile contrastarli lì, noi che abbiamo solitamente la testa piccola. Che poi non cominciate a dire che piccolo va bene, ma bisogna vedere relativamente a che cosa, perchè poi potrei lanciarvi una sedia e dire che tanto era piccola rispetto al sole; che non me ne frega nulla della relatività, ma non perchè sono ingorante, che credi?!, non mi interessa e basta ho altre vocazioni, IO.. 

Vabbè insomma c'è questo esercito, e stanno tutti schierati di fronte a te che sei solo. Cavoli sembrano un muro enorme. E non cominciare a dire che *enorme* ma bisogna vedere rispetto...come dici? non ti piace il muro? Cos' ha che non va? Un muro è diritto? Grande scoperta hai fatto Zarathustra, non l'avevo mai notato che i muri sono diritti. Che vuoi ancora? Come faccio a essere sicuro che l esercito è diritto?........Dicevo per dire, non mi sono mica messo lì col righello a calcolare, che il calcolo non serve a nulla, ma mica perchè sono ignorante, è che IO ho altre vocazioni.

Torniamo a noi, per piacere: c'è questo esercito,accidenti a lui. E come se non bastasse ti ci devi avvicinare tu, e devi fare anche il primo attacco, perchè siccome sei solo allora vogliono darti questo piccolo vantaggio. Ma è una illusione, una parvenza di bontà perchè in realtà loro sanno che tu sei un inetto e stramazzerai al suolo al loro primo attacco e quindi vogliono divertirsi un pò prima. Si, si, una banale illusione, hai capito bene. E qual è il problema? Fin quando lo dice un pazzoide con due gobbe in uno sperduto paesino nello Stato Pontificio va bene e se lo dico io no? Questa è discriminazione razziale, peggio dei tedeschi altro che! Si ma non lo dico perchè ce l'ho contro quel gobbo, cioè scusa, volevo dire doppio gobbo, è che non mi interessa, ho altre vocazioni IO.

Allora porcaccia, c'è questo dannatissimo esercito, che ormai non è neanche più un esercito, sono sei, sette persone con la testa grossa, ma tu sei sempre da solo e allora...come dici? Che non mi devo arrabbiare, che l'ira è una brutta cosa? Ma sei rimasto nel 1300 quando bastava un tipo con  dell'alloro in testa e morfina nelle vene per far credere a tutti che l'ira è un peccato solo perchè piace ai leoni? Ma non farmi ridere, dico io..

Dunque dannato te Zarathustra, fammi finire! C'è questo bastardissimo esercito che non ti ...cavolo mi sono scordato ora. Come dici? Mi devo ricordare dov'è la battaglia e perchè è sorta? In una scuola, te l ho detto ieri, quando si fanno quei *cosi*, esami di stato mi pare che li chiamano.

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