Mentre guardo le mie scarpe, è allora che mi domando il destino della mia coscienza. Un tipo scrisse, tre secoli fa, il grande viaggio della coscienza; mi domando allora se era un genio come si dice, o se, più probabilmente, era un povero psicopatico affetto da manie di grandezza. Fatto sta che tutto ciò sia ininfluente; stiamo parlando solo della mia coscienza.
Allora mentre bisogna scegliere se camminare sui carboni ardenti o nuotare nel verso della corrente ci troviamo un pò come in un equilibrio del terrore, neanche fossimo RR (che non c'entra nulla con BB), e l'unica cosa che rimane è il nostro puro, sano e mediterraneo egoismo, trasudante dai nostri pori come sale dalle acque. Ho messo via i residui coinvolgimenti emotivi, le lunghe e appasionate discussioni con Bill Cosby sulla matrice del tempo futuro e sulla dispersione dell'autenticità della nostra intelligenza in mere applicazioni tecnografiche.
Il mio nome sui libri e nei muri si diceva; e chissenefrega ha risposto lui. Come dargli torto, pragmatico, esiziale, un padre padrone:
Dottor B : credo di poter realizzare un opera favolosa
Zarathustra : e dopo?
Dottor B : ...
Zarathustra : tu muori, giusto?
Dottor B : ... credo di si
Zarathustra : e cosa è rimasto?
Dottor B : ...
Zarathustra : le cose dritte mentono, vivi!
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