Stavo percorrendo poco fa le infinite vie del calcolo infinitesimale di una funzione del cacchio, e riconosco che se non ci fossi tu nella mia testa non ne sarei venuto a capo; che poi non è un fatto positivo, non credere, che senza te quante cose potrei fare! Invece col cazzo, mentre calcolo i limiti di y mi rendo conto che io stesso sono un limite per x che tende al mio pensiero.
Anzi no, sei tu il mio limite, con una x che ancora non so cos'è, ma che comunque è una cosa estremamente fastidiosa, come una mosca sopra la scacchiera mentre giochi contro la morte. A proposito potremmo giocarci il mio corpo a scacchi: se vincessi tu potrei concederti l'utilizzo della mia carcassa vita-natural-durante, ma se vincessi io allora tu dovresti sparire per sempre, tornando da quel dannato Olimpo da dove vieni. Oppure se vinco io potrei accontentarmi di sapere dov'è questo Olimpo. Oppure potrei chiederti qualche indicazione magari lo trovo da solo. No, cazzo, questo sei tu che mi fai pensare queste cose, non io che le penso! Come posso quindi batterti a scacchi?
Sono un debole quindi, altro che infinito; le mie possibilità vanno a meno infinito proporzionalmente al tuo dannato crescere! Sei un parassita che si sviluppa nella mia mente, come un tumore insomma. Quindi potrei anche morire di questo passo; o sono già morto? Bhè dato che sto pensando non posso essere morto, a meno che non sei tu che pensi al posto mio. Forse ho risolto: sono vivo ma non penso, perchè è il mio pensiero a pensare per me. Dovrei cercare di non pensare, ma, come per un tumore maligno, ormai è troppo tardi.
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